Beni Stabili conferma il dividendo in 0,22 euro e in borsa il titolo beneficia delle revisioni al rialzo dei giudizi e dei target price che configurano un interessante potenziale upside. I giudizi sono stati espressi in seguito ai positivi risultati del 2013, che vedono scendere la perdita a 4,4 milioni da 15,7 milioni, nonostante l’impatto delle svalutazioni immobiliari che sono ammontate a 82,1 milioni in leggero calo rispetto a 83,5 milioni dell’anno precedente.

In merito alle svalutazioni, il management ha dichiarato, nel corso della conference call, che nel 2014 il portafoglio potrebbe essere ancora interessato da un write-down, ma la situazione dovrebbe migliorare negli anni successivi. In relazione al portafoglio il managament ha anche dichiarato di voler accelerare sulle cessioni anche in relazione al migliorato contesto macroeconomico. Per l’anno in corso, il target indicato dal management per le dismissioni è compreso tra 150 e 300 milioni (4-7% del portafoglio) rispetto una media degli ultimi anni intorno a 100-150 milioni. Tale ammontare è decisamente superiore all’ammotare del Dynamic Portfolio che a fine 2013 presentava un valore di mercato pari a 155,3 milioni e, quindi, non è escluso che per raggiungere il target sia necessario attingere dal Core Portfolio. L’attività di vendita del 2013 ha riguardato 19 nuovi contratti pari a 58,2 milioni e la chiusura di 75,8 milioni di preliminari esistenti a fine 2012, per un totale complessivo di 134,1 milioni di rogiti (gross selling price). Inoltre, sono stati firmati nuovi contratti preliminari di vendita per 28,7 milioni (gross selling price), che si vanno ad aggiungere a quelli già esistenti a fine 2012 e non ancora chiusi (9,1 milioni di gross selling price).

A fine 2013 il valore complessivo di mercato del portafoglio del gruppo guidato da Aldo Mazzocco era pari a 4,157 miliardi con il portafoglio Core che presenta un market value pari a 3,7 miliardi e un tasso di occupazione decisamente elevato pari al 98% che ha richiesto non poco lavoro da parte del management. Il cliente più importante è Telecom Italia (con un’incidenza del 57% sul totale) con un contratto in scadenza nel 2021, seguito da Intesa San Paolo e Maire Tecnimont.
La durata media dei contratti di affitto è pari a 7,1 anni e la parte più consistente degli affitti scadrà nel 2021 per un ammontare pari a 118,7 milioni. Tale dinamica mostra quindi un portafoglio stabile per i prossimi anni. Nonostante la crisi i ricavi da locazione sul portafoglio complessivo hanno registrato Like-for-like su base annua una crescita dello 0,4%, mentre per il solo Portfolio Core gli affitti su base annua e a perimetro invariato la crescita è stata dello 0,9 per cento.

Grande attenzione da parte del management sul livello di indebitamento che a fine 2013 ha evidenziato un LTV (Loan to Value) in leggero peggioramento dal 49 al 49,9% ma è giudicato un buon livello considerando la situazione macro. Gli obiettivi sono per una riduzione dell’indicatore al 45 per cento. I debiti finanziari netti a fine 2013 sono ammontati a 2,2 miliardi in calo dell’1,5% rispetto a fine 2012. A livello di conto economico, il valore degli interessi sono il costo più importante del bilancio che nel 2013 sono stati pari a 133 milioni rispetto a 137 milioni di un anno prima con un costo medio in riduzione al 4,56% dal 4,62% del 2012 e con l’obiettivo di ridurre ulteriormente tale onere in virtù anche delle recente emissioni di obbligazioni.


Lascia Commento